Una rete di università per le università

Il terreno sul quale meglio si misura l’utilità di INSTM è la capacità di attrarre finanziamenti per gli atenei. Esso è infatti un ente senza fini di lucro. Fatta eccezione per la piccola quota trattenuta per il proprio funzionamento, i fondi raccolti non possono che andare tutti alla ricerca universitaria, quindi al suo personale e alle sue strutture, o ad altre iniziative istituzionali.
Gli strumenti di finanziamento utilizzati dai gruppi universitari attraverso il Consorzio INSTM sono soprattutto quelli che prevedono ricerche interdisciplinari e la presenza di più partner, quindi più difficilmente accessibili da parte dei singoli atenei.
I principali strumenti sono quelli per accedere ai finanziamenti europei, che negli ultimi anni hanno rappresentato circa la metà delle entrate di ricerca di INSTM, ma sono stati utilizzati anche i fondi nazionali FIRB e FISR, oltre a diversi strumenti relativi alla creazione di reti di ricerca.
Complessivamente, dal 1992 ad oggi INSTM ha registrato entrate per oltre 245 milioni di euro. Di questi quasi il 70% è andato alle università sotto forma di fondi di ricerca per progetti, spese per i Centri di Riferimento INSTM, fondi per dottorati e assegni di ricerca, fondi di ricerca per giovani ricercatori. Solo il 4% è stato speso per il mantenimento della struttura centrale e le attività istituzionali di INSTM. Il resto è stato corrisposto agli altri partner dei progetti coordinati.
Fra le entrate di INSTM c’è anche un finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (FFO), attinto dal fondo per le università, che è stato messo a buon frutto. Nel 2012, ad esempio, l’FFO è stato di 581 mila euro: una media di appena 13 mila euro circa “sottratti”, per così dire, a ciascun ateneo afferente, che però, grazie al lavoro di INSTM, tornano indietro sotto forma di finanziamenti che, complessivamente, ammontano a milioni di euro all’anno e sono aggiuntivi rispetto alle risorse che i singoli atenei ricevono o potrebbero ricevere da soli. L’effetto leva del contributo del Ministero è dunque stato notevole.

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