Alessandra Zanoletti e Antonella Cornelio, conosciamo le due giovani ricercatrici del team che ha scoperto SUNSPACE

La loro ricerca su un intonaco in grado di abbattere le concentrazioni di particolato atmosferico, ottenuto peraltro da sottoprodotti e scarti industriali, ha recentemente vinto, a livello nazionale, l’Energy Globe Award, il maggior riconoscimento mondiale in campo di sostenibilità ambientale. Ma non è stato l’unico riconoscimento andato, negli ultimi anni, a SUNSPACE (è questo il nome del nuovo materiale messo a punto per la prima volta nell’ambito del progetto BASALTO finanziato da INSTM e Regione Lombardia). Ricordiamo il Premio Oscar Masi nel 2017, i premi Marzotto e ITWIIN nel 2018 e la menzione speciale nell’ambito del premio istituito da Italiadecide. Dietro a questi successi ci sono la preparazione, l’ingegno e le capacità di Elza Bontempi e del suo gruppo di ricerca nel Laboratorio di Chimica per le Tecnologie dell’UdR INSTM di Brescia. Un team composto prevalentemente da giovani, come Alessandra Zanoletti e Antonella Cornelio.

Buongiorno. Raccontateci qualcosa di voi. Chi sono Alessandra Zanoletti e Antonella Cornelio?

Alessandra Zanoletti (AZ): "Sono assegnista di ricerca presso il Laboratorio di Chimica per le Tecnologie dell’Università degli Studi di Brescia. Sono un ingegnere ambientale e ho conseguito il dottorato (XXXI ciclo) in Ingegneria Meccanica e Industriale nel 2018 con una tesi riguardante un nuovo materiale poroso realizzato per intrappolare il particolato atmosferico (PM). I miei studi si concentrano principalmente sulla sintesi e caratterizzazione di materiali porosi per l'intrappolamento del PM e recentemente mi sto occupando anche dello studio di un nuovo metodo di stabilizzazione dei metalli pesanti contenuti nelle ceneri leggere prodotte dal co-incenerimento di rifiuti solidi urbani e fanghi di depurazione".

Antonella Cornelio (AC): "Io, invece, mi sono laureata in Ingegneria ambientale nel 2019 presso l’Università Federico II di Napoli con una tesi inerente alla valutazione della qualità dell’aria a scala urbana mediante sistemi GIS e modelli di simulazione numerica, svolta presso Centro di Ricerca ENEA di Portici (Napoli). Attualmente sono una dottoranda del corso Technology for Health (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione), presso il Laboratorio di Chimica per le Tecnologie".

Da Napoli a Brescia. Cosa l'ha spinta a fare parte gruppo di ricerca di Bontempi?

AC: "Il mio percorso di formazione mi ha portato ad essere molto sensibile verso i temi ambientali, che sono tra gli interessi del gruppo Bontempi. Le parole chiave delle nostre ricerche sono, infatti, minimizzare gli impatti ambientali, ridurre l’uso di risorse naturali non rinnovabili e migliorare la riciclabilità. Durante la mia esperienza in ENEA, è nata invece la mia passione per la ricerca, che si è concretizzata con il dottorato. La scintilla è scoccata proprio durante i colloqui di ammissione: sono rimasta molto colpita dall’entusiasmo e dalla dedizione con i quali la prof. Bontempi e il suo team portano avanti i loro progetti di ricerca nel Laboratorio di Chimica per le Tecnologie di Brescia. Sono orgogliosa di fare parte di questo gruppo".

Qual è l'argomento della sua tesi di dottorato?

AC: "Con la mia tesi di dottorato sto proseguendo lo studio su SUNSPACE. Questo materiale è realizzato a partire da scarti industriali, permettendo di dare nuova vita a rifiuti altrimenti destinati allo smaltimento. Inoltre, il trattamento termico a basse temperature al quale viene sottoposto rende SUNSPACE sostenibile e a basso impatto ambientale sia in termini di energia di produzione che di emissione di CO2. Purtroppo, però, dal punto di vista estetico non è il massimo: è grigio e, assorbendo particolato dall'atmosfera, diventa ancora più scuro. E questo non è un punto a favore se lo si vuole utilizzare come rivestimento o intonaco per edifici. La versione bianca è realizzabile ma a costi elevati. Lo scopo della mia tesi sarà migliorarne sia le caratteristiche estetiche, che sono un aspetto non di poco conto per la sua futura commercializzazione, sia le proprietà meccaniche".

Da una tesi di dottorato all'altra. Alla base del successo di SUNSPACE c'è anche il suo contributo. Ce ne può parlare?

AZ: "Lo studio dei materiali porosi innovativi per l’intrappolamento del PM è stato il tema del mio dottorato di ricerca. Dopo una meticolosa ricerca bibliografica, con il supporto della prof. Bontempi, mi sono dedicata alla realizzazione del materiale ed alla valutazione della sua capacità di intrappolamento del PM attraverso numerosi test. Per citare alcuni esempi: esposizione del materiale al tubo di scappamento di auto diesel, fumo di sigaretta e incenso. Durante i miei tre anni di dottorato, sono state preziose le collaborazioni con le Università di Bologna, Trieste, Brema e con l’azienda Italcementi, che mi hanno permesso di accrescere le conoscenze nel campo dei materiali porosi e di trasferirle nel progetto. Inoltre, ho avuto la possibilità di trascorrere due settimane presso i laboratori del Joint Research Centre (JRC) di Ispra per valutare le prestazioni del materiale nell’intrappolamento di particelle ultrafini".

Cosa vede nel suo futuro?

AZ: "L’esperienza in questo laboratorio è stata e continua ad essere tuttora formativa e stimolante. La ricerca è un campo che mi appassiona molto, non ho certezza di dove sarò tra qualche anno, ma mi auguro di potere continuare nell’ambito universitario ed arricchire il mio bagaglio di conoscenze e competenze per affrontare con soluzioni innovative e sostenibili le future sfide ambientali".

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